COMPAGNIA ATACAMA L’ULTIMO UOMO Lo spettacolo L’Ultimo Uomo (Compagnia Atacama, debutto 2025) riflette in modo poetico e critico sulla società contemporanea, segnata da iperproduttività, competizione e isolamento. Ispirato a La società della stanchezza di Byung-Chul Han, esplora come l’individuo moderno si auto-sfrutti fino al burnout, diventando una “macchina da prestazione”. Attraverso riferimenti al mito di Prometeo e al concetto di “stanchezza curativa”, la creazione propone una via alternativa: rallentare, ritrovare il vuoto e recuperare uno spazio umano di ascolto e consapevolezza. ARTEMIS DANZA NEL CUORE DEL LABIRINTO Un assolo di danza contemporanea che rilegge la figura del Minotauro come metafora dell’identità frammentata e del conflitto interiore. Attraverso l’uso di maschere create e indossate dallo stesso interprete, il corpo si trasforma in una creatura plurale, sospesa tra istinto e coscienza. Un viaggio fisico e simbolico nel labirinto dell’animo umano, dove mostruosità e vulnerabilità si riflettono l’una nell’altra. RICKY BONAVITA / COMPAGNIA EXCURSUS DESERTICA È un quadro coreografico dall’estetica essenziale e ipnotica. La scena si apre su una figura femminile in un sonno profondo che sa di abbandono e attesa. Al risveglio il movimento si propaga come un’increspatura tra le dune, il corpo si muove come se richiamato da orizzonti lontani in un dialogo con il vuoto; i capelli sciolti diventano un elemento scenico vivo: un velo naturale che spesso le nasconde il volto, una bellezza che non cerca lo sguardo, ma l’ascolto di sé. L’energia del movimento, dopo aver toccato picchi di vibrante intensità, declina lentamente verso la quiete iniziale, suggerendo che ogni viaggio non è altro che lo spazio tra due silenzi. CINQUEMINUTI APS / ZA DANCEWORKS FAUN / PRELUDE Il fauno è una figura che vive al di fuori del contesto normato e del rapporto spazio-funzione. Giace in uno stato di sogno tra arrendevole fiacchezza ed euforia incontrollabile: cerca il piacere, rifiuta l'economia del successo, della produzione e dell'eccellenza, vivendo in un eterno “preludio” che non si risolve mai in un’estasi, un trionfo, un successo, ma continua a tornare in maniera ossessiva. Il suo corpo non ha mai una forma definitiva, come nemmeno la sua ricerca arriva mai ad una piena realizzazione. La sua identità ibrida rappresenta l’identità instabile e insoluta del tempo corrente, in cui si vive immersi di un eterno presente senza alcun punto di riferimento.
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