Il teatro come luogo emblematico, dove la vita degli attori si intreccia con quella dei personaggi, dove si dissolve la distanza tra il palcoscenico e la platea e si affronta lo spettacolo con la consapevolezza che tutto diventa reale, nulla può essere finzione nella realtà teatrale. Si commemora, si ricorda, si evoca Pirandello e hanno inizio le prove di uno spettacolo a lui dedicato, ma si interrompono e riprendono, tra disaccordi, ritardi, contrasti tra attori e regista, tra le persone e i personaggi da interpretare. Tutto ciò che accade nella normalità, nella logica di una compagnia teatrale, durante le prove, viene avvolto dalla stanchezza di attori che rimestano immagini tautologiche, dalla disillusione di un regista consapevole della mediocrità di un lavoro ripetitivo. Il teatro diventa vita vissuta da attori, registi, tecnici, fotografi, costumisti che lavorano, provano, inventano, si scontrano, dando al pubblico quella fresca immediatezza della realtà che Pirandello voleva. Dove finisce la finzione e dove inizia la realtà? Pirandello vuole aprire il teatro alla vita e la vita assume le tinte dello spettacolo, gli attori sono persone vive, che fremono e vibrano di sentimenti reali e il pubblico è parte viva dello spettacolo.
Spettacolo "Sei personaggi in cerca di autore"
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