Dopo il doppio appuntamento inaugurale con Ugo Dighero, “CHE INCANTO!”, la stagione 2026-2027 di Teatro nelle Valli Bormida – ReteTeatri, prosegue al Teatro S.M.S. di Bistagno con “L’ANGELO E MONTEVERDE” - Dialogo tra l’artista e la sua scultura sul finire della vita, testo e regia di Paolo La Farina. Una serata interamente dedicata a Giulio Monteverde, uno dei grandi protagonisti della scultura italiana dell’Ottocento, nato proprio a Bistagno nel 1837. Per l’occasione, grazie alla collaborazione con Elisa Camera, direttrice della Gipsoteca Civica “Giulio Monteverde” di Bistagno, a partire dalle ore 18.00 saranno organizzate visite guidate gratuite alla Gipsoteca, permettendo al pubblico di conoscere da vicino l’opera dello scultore prima di ritrovarne la figura e l’universo artistico sul palcoscenico. La Gipsoteca conserva un importante nucleo di modelli originali in gesso provenienti dall’atelier romano di Monteverde e ripercorre le principali tappe della sua lunga attività artistica. Nel corso dell’evento sarà inoltre presentato il libro “L’Angelo e Monteverde” di Paolo La Farina, realizzato a partire dallo spettacolo. Il volume affianca al testo teatrale una biografia di Giulio Monteverde, un intervento della dr.ssa Elisa Camera e un ampio apparato iconografico con numerose immagini delle opere dello scultore, alcune delle quali inedite, offrendo così un ulteriore strumento per approfondirne la figura e il percorso artistico. Il pubblico potrà quindi vivere un vero e proprio itinerario tra arte, memoria e teatro: dalle visite alla Gipsoteca alla presentazione del volume, fino allo spettacolo serale. In scena Paolo La Farina ed Eleonora Trivella, con la danza di Gabriella Bracco e le musiche dal vivo al violino di Jacopo Gallo, presidente della S.M.S. di Bistagno. Una partecipazione che rafforza ulteriormente il legame dello spettacolo con il paese e con il teatro che lo ospita. Al centro della rappresentazione è il rapporto tra Monteverde e la sua opera: un confronto immaginario che diventa occasione per interrogarsi sull’arte, sulla creazione, sul tempo, sulla memoria e su ciò che un artista lascia dietro di sé. La scultura non è più soltanto materia, ma presenza viva capace di rivolgersi al proprio creatore. Da questo incontro nasce un dialogo sospeso tra realtà e immaginazione, nel quale l’opera sembra interrogare l’uomo che l’ha generata e accompagnarlo nel momento in cui guarda alla propria esistenza e al proprio lavoro. Il teatro diventa così strumento per avvicinare il pubblico alla figura di Monteverde non attraverso una ricostruzione biografica tradizionale, ma attraverso un racconto scenico nel quale parola, interpretazione e danza si incontrano.
L'ANGELO E MONTEVERDE
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