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Premio Pavese 2020

Scritto da Segreteria,

Sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020 si svolge a Santo Stefano Belbo la nuova edizione del Premio Pavese  promosso e organizzato dalla Fondazione Cesare Pavese.

Verranno premiati: Eraldo Affinati (narrativa), Renata Colorni (editoria), Elton Prifti e Wolfgang Schweickard (saggistica) e Anna Nadotti (traduzione).

 

Domenica 25 ottobre verranno premiati anche i ragazzi delle scuole che hanno partecipato al concorso dedicato ai temi del romanzo La luna e i falò. L’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Monferrato e Roero e la Fondazione Cesare Pavese metteranno a disposizione della scuola vincitrice materiale didattico a sostegno dell’istruzione in un periodo complesso per tutte le scuole d’Italia.

 

A celebrazione di questa ricorrenza verrà inoltre presentato il documentario Cesare Pavese. L’uomo. Un ritratto intimo e inedito dello scrittore attraverso i ricordi e gli aneddoti di Maria Luisa Sini, nipote di Cesare Pavese, e Gabriella Scaglione, figlia di Pinolo Scaglione – il Nuto del romanzo La luna e i falòGuarda il trailer

 

Scopri il programma del Premio Pavese 2020

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Narrar castelli e vini

Scritto da Carola Giacometti,

La storia va in scena nei castelli di Langhe e Roero, con la XX edizione di “Narrar castelli e vini” che fa tappa anche nei manieri della Barolo & Castles Foundation.

In particolare a Serralunga e Magliano Alfieri, dove l’iniziativa promossa in collaborazione con l’associazione Turismo in Langa sarà un’occasione per vivere – nel pieno rispetto delle normative anti-Covid – un’esperienza che s’ispira al passato e coglie alcuni particolari aspetti del presente, oltre che brindare insieme davanti a un panorama mozzafiato sulle colline UNESCO.

In allegato il comunicato stampa

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Il Festival del Paesaggio Agrario riflette sullo sviluppo delle comunità rurali

Scritto da Segreteria,

Riqualificazione del paesaggio, sviluppo sociale ed economico delle comunità locali, cambiamenti climatici in agricoltura, tutela dei beni materiali e immateriali. Sono i temi della XII edizione del Festival del paesaggio agrario in programma dal 9 ottobre al 6 novembre per iniziativa dell’Associazione culturale Davide Lajolo e dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, ente gestore del sito UNESCO. Cinque incontri tra Asti, Nizza Monferrato e Santo Stefano Belbo, in collaborazione con l’Amministrazione provinciale di Asti e Alessandria, l’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Asti, la Fondazione Cesare Pavese, la Città di Nizza Monferrato, il Polo Universitario Uni-Astiss, il Centro Studi sulla collina e il Master di sviluppo locale dell’Università del Piemonte Orientale.

Prendendo spunto dalle parole di Cesare Pavese “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti” (La Luna e i Falò), il Festival rifletterà sullo sviluppo delle comunità rurali con l’obiettivo di fornire una cassetta degli attrezzi ad amministratori, produttori e operatori economici.

Il punto di partenza sono gli obiettivi previsti dal Piano di sviluppo rurale 2021-2026 dell’Unione Europea, che intendono rafforzare il tessuto socioeconomico delle aree rurali puntando sui giovani, la bio-economia,  l’inclusione sociale, la tutela dell’ambiente e l’azione sul clima. Parole chiave del programma sono: sicurezza alimentare, ricerca, tecnologia e digitalizzazione.

Il Festival, sottolinea Laurana Lajolo, ideatrice del programma, “nei suoi dodici anni di attività, ha seguito il percorso del riconoscimento UNESCO, ha evidenziato problematiche e criticità della coltura della vite e della tutela paesaggistica, ha  anticipato alcuni orientamenti di sviluppo. Quest’anno punta la sua attenzione alla qualificazione degli insediamenti abitativi in territorio rurale e a un rilancio dei legami di comunità, non sottacendo le profonde trasformazioni in atto dovute ai cambiamenti climatici”.

Per l’ente gestore del sito UNESCO è particolarmente significativa l’attenzione che il Festival intende dedicare agli amministratori locali.

“Il coinvolgimento dei Comuni è stato essenziale per ottenere il riconoscimento dall’UNESCO e continua ad essere fondamentale per la tutela e la valorizzazione del sito – commenta Gianfranco Comaschi, presidente dell’Associazione Patrimonio. Questa edizione si caratterizza per l’approfondimento dedicato ai piccoli comuni, ai borghi che con la loro storia e le loro peculiarità sono parte integrante del valore universale. Le problematiche che gli amministratori sono costretti ad affrontare ogni giorno sono tante, a cominciare dalla funzionalità di servizi essenziali che in molte aree sono ancora carenti, dalla viabilità alle reti informatiche. In assenza di interventi concreti e rapidi, il territorio non potrà godere a pieno il prestigio collegato al riconoscimento mondiale”.

Il direttore del sito UNESCO, Roberto Cerrato sottolinea che “il progetto di Festival realizzato in sinergia con l’Associazione Davide Lajolo e Laurana Lajolo in particolare, ha sfidato le avversità e le difficoltà del momento: pur con tutte le precauzione del caso abbiamo scelto di confermare gli appuntamenti in presenza, perché il dialogo e il confronto tra persone che si guardano negli occhi è senza dubbio più forte e pervasivo. Il Festival – prosegue Cerrato – sarà  l’occasione per fare una riflessione sullo sviluppo del territorio con chi lo gestisce e ne progetta il futuro a livello politico, urbanistico, culturale e scientifico. Uno dei momenti di confronto riguarderà l’impatto dei cambiamenti climatici. Un tema su cui stiamo lavorando con un importante progetto finanziato dal MIBACT che ci porterà anche a colloquiare con altri siti UNESCO nel mondo, in primis la Borgogna”.

Gli incontri si aprono con la proiezione di video dedicati a Davide Lajolo, a Cesare Pavese, a esposizioni d‘arte. Partecipano agli incontri studiosi, professionisti, operatori agricoli, rappresentanti di categoria, dirigenti dei settori economici, amministratori.

 

Il Programma

L’Anteprima del festival si è svolta a Vinchio 29-30 agosto  con la manifestazione Paesaggio è arte Dialogo nelle vigne di Vinchio zona di eccellenza UNESCO tra i casotti e le opere di 13 artisti in collaborazione con Comune di Vinchio, Vaglio Serra, Cantina di Vinchio – Vaglio Serra.

Il primo incontro, a cura dell’Ordine degli Architetti, ha il titolo Ri-leggere e ri-abitare il paesaggio e si è tenuto venerdì 9 ottobre alle ore 15.30 nella sede dell’Ordine (p. Goria 1). I relatori, confrontando le loro esperienze di lavoro e di progettazione, si sono interrogati sulla qualità degli interventi urbanistici e architettonici per salvaguardare e valorizzare l’armonia del paesaggio con  la partecipazione delle comunità locali. In apertura è stato proiettato il video Paesaggio è arte.

Dopo i saluti del presidente dell’Associazione per i Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli Gianfranco Comaschi, del direttore Roberto Cerrato si è aerta la tavola rotonda coordinata dall’arch. Marco Pesce con Fabio Musso presidente Ordine Architetti PPC Prov. Asti,  Fabrizio Aimar  consigliere dell’Ordine, Daniela Ciaffi Politecnico di Torino – Labsus, Cristina Coscia vicepresidente Ordine Architetti PPC Prov. Torino, ing. Marco Valle progettista Revisione del Piano Territoriale della Provincia di Asti. Interveranno Paolo Lanfranco presidente Provincia di Asti e Marcello Coppo Vicesindaco di Asti.

La registrazione dell’evento è disponibile sula pagina Facebook dell’Ordine degli architetti di Asti 

 

Il secondo incontro si terrà sabato 17 ottobre alle ore 15.30 nel Salone della Provincia di Asti. Il tema è I servizi per lo sviluppo economico e sociale dei paesi. La globalizzazione favorisce la dilatazione delle metropoli, ma il contagio del Coronavirus   fa ripensare al ruolo sociale e urbanistico dei paesi. Servono servizi e reti di collegamento per riqualificare i centri rurali e favorire il turismo e nuovi insediamenti abitativi. Alla tavola rotonda, coordinata da Beppe Rovera e Laurana Lajolo, parleranno il presidente della Provincia di Asti Paolo Lanfranco, il presidente della Provincia di Alessandria Gianfranco Lorenzo Baldi, Gianluca Forno in rappresentanza dell’Anci Piemonte, Marco Bussone presidente nazionale delle Unione delle comunità montane,  Gianfranco Comaschi, presidente Associazione Paesaggi vitivinicoli  e segretario generale del Comune di Acqui Terme, Roberto Cerrato direttore Associazione Paesaggi vitivinicoli, Vincenzo Gerbi Università di Torino e l’ urbanista Augusta Mazzarolli

L’incontro si aprirà con la proiezione del video Davide Lajolo Vinchio è il mio nido.

 

Domenica 18 ottobre, ore 16, presso la Fondazione Cesare Pavese di S. Stefano Belbo il terzo incontro dal titolo “Paesi tuoi” – La comunità contadina. Spiega Laurana Lajolo: “Con la pandemia abbiamo “scoperto” il tempo lungo e lo spazio circoscritto dell’antica civiltà contadina. Abbiamo apprezzato l’antico senso di solidarietà della comunità rurale. Ma quale futuro possiamo ipotizzare oggi per le piccole comunità?” Ne discutono con Laurana Lajolo l’antropologo Piercarlo Grimaldi, il sociologo Renato Grimaldi e Franco Vaccaneo studioso di Pavese.

Pierluigi Vaccaneo, direttore Fondazione, ricorderà lo scrittore Cesare Pavese 70 anni dopo la sua scomparsa.

Enrico Ercole e Sergio Bobbio presenteranno i progetti  I suoni della campagna, Paesaggi sonori –  50° sito UNESCO italiano“, ideati da Club per l’UNESCO di Asti, di Canelli e dal Centro UNESCO di Torino

In apertura il video Cesare Pavese  e Pinolo Scaglione – Nuto: il racconto de “La luna e i falò” con Aldo Delaude. All’attore verrà consegnato il Premio Davide Lajolo – Il ramarro 2020.

 

Sabato 24 ottobre, alle 10 al Foro Boario di Nizza Monferrato si svolgerà il quarto incontro Agricoltura e cambiamenti climatici.

Quali effetti  hanno prodotto e produrranno i cambiamenti climatici sul paesaggio vitivinicolo? Come salvaguardare il nostro territorio e le sue produzioni d’eccellenza?  Alla tavola rotonda coordinata  Beppe Rovera e Laurana Lajolo, e organizzata in collaborazione con l’amministrazione comunale,  interverranno Alberto Maffiotti direttore Arpa Alessandria Asti, Michela Marenco  presidente Confagricoltura Donna Alessandria – Associazione Donne del vino, Maria Grazia  Baravalle, direttore Confagricoltura Asti, Alessandro Durando presidente CIA Asti, Marco Reggio presidente Coldiretti Asti, Simona Cavallero Monferace, Lorenzo Giordano presidente Cantina Vinchio-Vaglio Serra, Giacomo Pondini direttore Consorzio Astispumante, Filippo Mobrici direttore Consorzio Barbera, Mauro Damerio presidente Enoteca regionale di Nizza Monferrato, Studenti Laboratorio di chimica e biologia molecolare Liceo scientifico G. Galilei Nizza Monf.to. Partecipano Marco Protopapa Assessore Regione Agricoltura Regione Piemonte e Simone Nosenzo sindaco di Nizza Monf.to

Verranno presentati due progetti: Innovazione tecnologica a supporto della tradizione versus il cambiamento climatico nel sito UNESCO, illustrato dal direttore Roberto Cerrato e da Marco Devecchi Presidente Centro Studi per lo sviluppo rurale della Collina, e Galleria  virtuale del paesaggio e dell’ arte a cura di For ARTS

In chiusura verrà proiettato Grazie alla terra  le videointerviste di Laurana Lajolo e Beppe Rovera ai giovani agricoltori (Festival 2019).

 

Il XII Festival del Paesaggio si chiude il 6 novembre ad Astiss.

Alle 15,30 si aprirà l’incontro Beni materiali e immateriali: investimenti per lo sviluppo, realizzato in collaborazione con il Polo Universitario Uni-Astiss, il Centro Studi per lo sviluppo rurale della  collina, il Master di sviluppo locale UNIPO. Parteciperanno Mario Sacco presidente Fondazione CRA e Uni-Astiss,

Giorgio Galvagno Presidente Cassa di Risparmio di Asti, Marco Devecchi presidente Centro Studi per lo sviluppo rurale della collina Università di Torino, Enrico Ercole direttore Master di sviluppo locale Università Piemonte orientale, Mauro Carbone direttore ATL Alba-Asti, Gianfranco Comaschi presidente Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, Roberto Cerrato direttore sito UNESCO,  Paolo Lanfranco presidente Provincia di Asti, Maurizio Rasero sindaco di Asti. Coordinano Beppe Rovera e Laurana Lajolo.

Piercarlo Grimaldi presidente e Sergio Miravalle direttore della rivista Astigiani illustreranno il progetto Il Bosco degli Astigiani. Dalle radici culturali a quelle botaniche. A.P.S. ALCHIMIE URBANE proporrà il progetto Nuovi Luoghi – Percorso didattico esperienziale per la co-progettazione e l’autocostruzione di spazi innovativi per l’educazione.

 

Gli incontri si svolgeranno rispettando le regole vigenti in materia di sicurezza.

Info: Associazione culturale Davide Lajolo – 348.7336160 – info@davidelajolo.it

www.davidelajolo.it www.adlculture.it;

 

 

 

 

 

 

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Medioevo in famiglia

Scritto da Carola Giacometti,

I castelli di Langa aderiscono alle Giornate Europee del Patrimonio 2020 e propongono a Roddi e Serralunga d’Alba un viaggio nel Medioevo per grandi e bambini. Domenica 27 settembre, data scelta quest’anno dal Ministero dei Beni culturali per l’iniziativa nazionale che si tiene nei musei e nei luoghi di cultura di tutta Italia, torna l’appuntamento con Medioevo in famiglia, il nuovo format di visita proposta dalla Barolo & Castles Foundation per scoprire in modo dinamico e divertente qualcosa in più sulla vita medievale. Dagli aspetti più “casalinghi” nell’elegante maniero di Roddi, per scoprire quali erano le abitudini della cucina e della tavola partendo proprio dalle storiche cucine del maniero che risalgono al 1400, alla funzione di roccaforte difensiva a Serralunga con la sua storia legata alla nobile famiglia Falletti che amministrava le terre circostanti e dettava le regole per il popolo.

 

In allegato il comunicato stampa.

 

 

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Grinzane Cavour l’evoluzione di un paese di Langa

Scritto da Carola Giacometti,

Il Comune di Grinzane Cavour con il concentrico di Gallo Grinzane, il suo Castello, i suoi
insediamenti rurali, il disegno delle sue colture, le industrie che hanno disegnato l’espandersi del
borgo costituisce un buon esempio di quello che trasforma un territorio, come quello di Langa, in un
paesaggio della storia, della cultura e dell’imprenditoria albese del Novecento.
È questo un bacino di colline e di fondovalle che è stato interessato da precise evoluzioni sia
storiche sia antropologiche, quelle che hanno poi caratterizzato tutta l’area albese. Il Comune di
Grinzane si colloca come un classico esempio di questo progressivo svolgimento e ne disegna i
contenuti, quelli che hanno poi reso famosa e unica, nei suoi prodotti e nel turismo odierno, tutta
l’area della Langa dei grandi vini.
Volendo descrivere questo percorso è nata una corposa opera editoriale, divisa in due volumi, che
intende ripercorrere tutta l’area di questa bassa Langa albese, con testimonianze storico-artistiche
che narrano dell’antico Capoluogo, della significativa testimonianza dell’insediamento castellano
che fu del conte di Cavour, fino alla nascita del nuovo borgo di Gallo e della periferia urbana della
città di Alba.
Il corredo fotografico del fotografo albese Enzo Massa ne ha impreziosito i testi con scatti inediti e
singolari, così si racconta: ”…Quest’ultimo viaggio fotografico nel grinzanese mi ha stimolato nella
ricerca di aspetti inediti e particolari di questa terra prestigiosa permettendomi di indagare con
uno sguardo nuovo, gli interni del castello e la sua collocazione nel territorio circostante.
Contestualmente ripercorrendo i momenti della storia passata mi è stato consentito di compiere un
viaggio dentro cose, persone ed attimi ormai trascorsi e di riconoscerne i significati più profondi.”

A partire poi dagli anni ’20 del Novecento viene studiata e descritta l’evoluzione industriale che si
veniva ad affiancare, in questa specifica area albese, ai tradizionali lavori agricoli, consentendo
anche il riscatto dalla semplice e a volte misera manovalanza di campagna. Il contesto storico
principale è quello della seconda metà dell’Ottocento con un’agricoltura che è in corso di
trasformazione, anche a seguito delle riforme introdotte su queste colline dal conte di Cavour e da
altri significativi personaggi. Il sindaco Gianfranco Garau aggiunge: ” il libro racconta la storia del
nostro Comune a 360 gradi, ricco di aneddoti e foto storiche. Dalle sue pagine trapela l’amore del
professor Cabutto per il nostro paese che lui stesso definisce come il prototipo dell’evoluzione del
territorio di Langa”
Il contesto paesaggistico nel quale il Comune di Grinzane è collocato rimanda ai valori legati alla
materialità agricola: la fatica fisica nel lavoro, la strenua applicazione di forze e ingegno al ciclo
imperfetto delle stagioni, la lenta costruzione del territorio nel tempo attraverso colture e coltivi, la
sagacia imprenditoriale. Passava di qua una naturale e antica arteria di intensa comunicazione verso
le più ricche pianure, percorsa da viandanti e artigiani; presenza che fa ancora sentire artefici di
antichi mestieri appartenuti all’operosità e ad uno stile di vita totalmente scomparso.

Questi ambiti sono diventati nel tempo anche immagini: ritratti dall’obiettivo indagatore di
fotografi, poeticamente evocati e narrati nelle pagine di scrittori, raffigurati da pittori ed esaltati da
ammirati operatori turistici, a volte perfino con eccessiva enfasi. Così dichiara l’editore Roberto
Cerrato: “Quest’opera è uno spaccato di quest’angolo di Piemonte decretato patrimonio
dell’umanità UNESCO che la casa editrice è orgogliosa di poter portare nelle librerie a partire
dall’autunno 2020. Rimane un’opera che descrive non solo un comune importante della Langhe, tra
le mete più amate da turisti e visitatori ma racconta una storia che può essere considerata il
paradigma dello sviluppo degli ultimi due secoli di tutta la bassa langa
Su questo territorio vi è un tale concentrato di eventi, presenze, inventiva e sfide della mente e
dell’ingegno che valeva la pena di essere narrato. Questo complesso contenitore di fatti, di cose ed
idee si è poi costituito a fattore di “cultura”, da qui la nota e recente propensione a voler conferire
valore ai cosiddetti “Paesaggi Culturali” ampiamente narrati.”
Dice l’autore: “Il nostro è un racconto che tenta di assurgere a luogo mitico della storia e delle
persone, per entrare nell’immaginario dei visitatori, che oggi sono tanti e con il richiamo, per chi
lo abita, a sentirsi cittadino fino alla responsabilità di saperlo ben gestire come un luogo
“prezioso” dell’UNESCO.”
Una delle finalità basilari dei due volumi è quella di suscitare l’interesse verso l’evoluzione della
cultura popolare, ricca delle sue tradizioni. Grinzane Cavour, allora, come metafora del
cambiamento, per capire il progresso e il divenire di tutto il territorio, insieme alla voglia di riscatto
e alla capacità di lavoro della gente di collina.
L’autore è il prof. Cabutto Luigi, già Sindaco di Grinzane Cavour, ha pubblicato in passato altre
specifiche opere sul territorio.
Il volume, realizzato da Edizioni Langhe Roero Monferrato è patrocinato da: Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune di Grinzane Cavour, Città di Alba.

 

La presentazione ufficiale dell’opera, inserita nel programma della 90a Fiera Internazionale
del Tartufo Bianco d’Alba, avverrà sabato 17 ottobre 2020 alle ore 10.30 presso la Sala
Convegni del Castello di Grinzane Cavour in collaborazione con la Pro Loco ed il Comune.

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OUTSIDE-INSIDE Dentro la Natura del Roero

Scritto da Carola Giacometti,

Ivano Piva
OUTSIDE-INSIDE
Dentro la Natura del Roero
mostra fotografica a cura di Carla Testore

Nel cuore delle colline vitate del Roero in posizione dominante, il Castello di Monticello è oggi una delle costruzioni medievali meglio conservate della zona, dal 1376 proprietà della famiglia Roero di Monticello.
Dal 2 ottobre all’8 dicembre 2020 ospita la mostra «Ouside-Inside» progetto fotografico di Ivano Piva dove i prodotti del Roero vengono raccontati attraverso macroingrandimenti. Tartufi, fragole, nocciole, uva, asparagi, ciliegie sono sezionati fino al “cuore” creando immagini di grande impatto emotivo.
Grazie ad Aimone ed Elisa Roero di Monticello e al fondamentale supporto dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, la mostra svela l’anima del Roero dove il paesaggio è un susseguirsi di colline e pianori, con vitigni, boschi e frutteti che concorrono alla peculiare biodiversità di questo antico territorio.
La mostra, curata da Carla Testore, conta inoltre su un programma di eventi collaterali con visite guidate e conversazioni a tavola con i protagonisti dell’arte, della cultura e del territorio, concerti, letture teatrali e laboratori per bambini.
Nel parco del Castello è presente un’esposizione collaterale delle più belle immagini dei paesaggi vitivinicoli della zona Unesco a cura dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

LA MOSTRA
«È insito nella pulsione artistica voler cogliere l’essenza delle cose andando oltre la prima visione.
Il Piccolo Principe di Saint-Exupery non disegna un cappello, come hanno creduto in tanti, ma un serpente boa che digerisce un elefante e per spiegarlo meglio dice “affinché i grandi vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa”.
Anche nella semplicità della vita di ogni giorno possiamo soffermarci, giocando con la fantasia, a reinterpretare forme abituali e apparentemente comuni. Ivano Piva lo fa da anni trasformando la natura in immagini fotografiche nuove da indovinare e ripensare.
Torinese di nascita, dopo diverse esperienze lavorative tra Milano e New York, Piva torna nella sua città natale dove insegna Tecniche di ripresa all’Istituto Europeo di Design e si occupa di fotografia artistica e commerciale.
Quando spiega la tematica di Outside-Inside, in mostra al Castello di Monticello d’Alba, in realtà l’artista racconta una storia: “Scegliere tra la frutta e la verdura per trovare un soggetto da fotografare, sceglierlo non tanto come modello di perfezione ma semplicemente per il suo colore e le sue forme e avvicinarsi… avvicinarsi così tanto che l’occhio non vede più l’oggetto che aveva scelto ma una nuova forma, una dimensione diversa” e prosegue “io scatto per intuito, dove non arrivo a vedere, scatto per il contenuto…”.
Nascono così la opere esposte nelle sale del Castello. Irriconoscibili prodotti tipici del Roero ingranditi con un minuziosa cura del dettaglio per rimandare a nuove visioni e nuove storie da inventare.
Il percorso inizia nella Sala delle Armi nella quale, vicino all’immagine guida della mostra troviamo altre interpretazioni di frutti autunnali: la castagna e la nocciola, seguiti poi dal porro e dall’asparago; nella Cappella e nel Teatrino del Castello si dovranno indovinare i dettagli di fragole e ciliegie e a seguire, nella zona delle cantine, i misteri di pesche, albicocche, pere e acini d’uva.
Chiude il percorso espositivo uno slide show che raccoglie tutta la produzione di Piva a sottolineare tecnologicamente il parallelismo non solo tra l’In e l’Outside ma anche il connubio tra linguaggi diversi dall’antico splendore della location al contemporaneo di un’idea artistica».
Carla Testore
«Il Castello di Monticello d’Alba è da sempre uno dei punti di riferimento del territorio Patrimonio dell’Umanità – dichiara il Direttore dell’Associazione Roberto Cerrato – e l’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato è lieta di dare il suo contributo per la realizzazione e la promozione di questo mostra meravigliosa di lvano Piva che, attraverso i suoi scatti, racconta con una nuova prospettiva i prodotti del Roero.
Il percorso avrà inizio all’esterno del Castello con la narrazione del sito UNESCO grazie alle immagini di Enzo Massa che introdurranno il visitatore all’ingresso del Castello alla scoperta della natura del Roero».

 

La mostra è inserita nel calendario degli eventi della Fiera Internazionale del Tartufo d’Alba, patrocinatore con Comune di Monticello d’Alba, Associazione Valorizzazione del Roero, Consorzio Tutela Roero, ATL Langhe Monferrato Roero.

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Earthscapes – L’arte del paesaggio

Scritto da Segreteria,

Si inaugura il 12 settembre 2020 alle 17,30 nelle sale di Palazzo Robellini in Acqui Terme la mostra fotografica

EARTHSCAPES
“L’arte del paesaggio “

Personale dell’artista fotografo Mark Cooper curata da Maria Federica Chiola che raccoglie nelle sale dello storico Palazzo 35 scatti dei luoghi straordinari che ogni giorno sono gioia per gli occhi.
Il paesaggio agrario che caratterizza i nostri luoghi rappresenta il rapporto tra uomo e natura , uno dei pilastri del riconoscimento che l’UNESCO ha attribuito nel 2014 a Langhe – Roero e Monferrato.

Un omaggio al Territorio che tramite la fotografia ne mette in luce bellezza, modularità geometrica dei luoghi dettata dalle coltivazioni e confini, avvicendarsi delle stagioni , tutto è frutto del lavoro dell’uomo ed espressione di una ” cultura agronoma” scandita anche da antichi saperi e tradizioni.
Mark Cooper è un uccello in volo , i suoi scatti fotografici dall’alto gli consentono di scrutare la ” tela ” come un volatile in cerca della preda e tutto armoniosamente si traduce nello scatto finale, preciso, quell’attimo che Cooper con professionalità e sensibilità sa cogliere e dove ogni elemento è linea grafica, geometria, acquarello, luce ed ombra: lo scatto è unico, puro, integro.

Fotografo di riconosciuta fama è stato insignito nel 2012 del titolo ” Alfiere del Paesaggio “, nel 2015 riceve il premio Davide Lajolo ” il Ramarro” , una testimonianza dell’alto valore culturale del progetto “Earthscapes , l’arte del paesaggio “che nasce a fine anni novanta quando l’ artista, straniero, si innamora e stupisce di tanta bellezza e con l’obiettivo la cattura e la fissa per sempre.

Informazioni
 Luogo: Palazzo Robellini
 Indirizzo: Piazza Levi – Acqui Terme – Piemonte
 Quando: dal 12.09.2020 – al 27.09.2020
 Vernissage: 12.09.2020 ore 17.30
 Curatore : Maria Federica Chiola
 Generi: mostra fotografica
 Orari: da Lunedi a Venerdi 9.30 – 12,30 e 15.30 – 19.00
 Sabato e Domenica 15.00 – 19.00
 ingresso gratuito con ultimo accesso alle ore 18.30
 Incontro con l’artista sabato 19 settembre ore 17.00
 Catalogo in mostra
 Email: cultura@comuneacqui.com
 Con il Sostegno di : Comune di Acqui Terme, Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, Consorzio Tutela Brachetto d’Acqui, La Vecchia Cantina di Alice Bel Colle e Sessame d’ Asti.
 Con il Patrocinio di : Provincia di Alessandria, Osservatorio del Paesaggio Alessandrino, Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano.

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WiMu delle famiglie

Scritto da Carola Giacometti,

In collina si avvicina l’ora della vendemmia e al Museo del Vino di Barolo tutto è pronto per il nuovo appuntamento con il WiMu delle famiglie. Come ogni seconda domenica del mese, domenica 13 settembre torna l’iniziativa dedicata ai più piccoli per scoprire gli allestimenti dell’avveniristico museo accompagnati da mamma e papà attraverso un gioco divertente e in totale sicurezza, nel rispetto di tutte le normative anti contagio.

 

In allegato il comunicato stampa.

 

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Prosit!

Scritto da Segreteria,

La visita-brindisi sbarca al castello di Magliano Alfieri

con doppio appuntamento il 5 settembre e il 3 ottobre

 

Da Serralunga d’Alba a Magliano Alfieri, la visita-brindisi al castello si sposta dalle Langhe al Roero. “Prosit!”, il format di successo che da anni viene proposto nel maniero trecentesco di Serralunga, sbarca anche a Magliano Alfieri, nel castello sede del Museo Civico Antonio AdrianoArti e tradizioni popolari La Cultura del Gesso e del Museo Il Teatro del Paesaggio.

La visita si svolge al tramonto, per una serata in cui abbinare storia, racconti e la degustazione di un vino grazie alla collaborazione con alcune realtà del territorio, accompagnando il pubblico lungo un tour del maniero scandito dalle sue vicende storiche e gli allestimenti museali. Durante la visita guidata si andranno a scoprire le due realtà museali insieme con una guida che racconterà le curiosità legate alla cultura locale e ai terreni che permettono oggi di ottenere vini di grande corpo e interesse.

 

GLI ALLESTIMENTI MUSEALI DEL CASTELLO DI MAGLIANO ALFIERI

  • Il Museo di Arti e Tradizioni Popolari documenta una particolarissima tecnica costruttiva diffusa un tempo nelle umili case contadine delle colline del Roero, della Bassa Langa, dell’Astigiano e dell’Ovadese. Si tratta di solai portanti formati da pannelli di gesso gettati in opera, tra intelaiature di travi e travetti di legno su matrici lignee che imprimevano un motivo decorativo sul pannello di gesso. Il più antico solaio datato è stato trovato in una cascina di Vezza d’Alba e porta la data 1580.
  • Il Museo Il Teatro del Paesaggio si sviluppa nel piano nobile del castello e narra invece, attraverso emblematici ed evocativi oggetti di cultura, documenti e sistemi multimediali interattivi, il paesaggio collinare e fluviale della Langa e del Roero. L’allestimento consente al visitatore di immergersi nel paesaggio compiendo diversi percorsi temporali.

 

PROSIT!

I visitatori prima si cimenteranno con una parte “didattica” sulla storia delle Langhe e del Roero, attraverso una prova pratica sul riconoscimento delle due diverse realtà geologiche. Poi, alla fine del tour, ci sarà la degustazione di un calice di Roero Arneis, vino simbolo del territorio, offerto dalla cantina Bric Cenciuro e raccontato dal produttore.

 

Due le date in programma per il debutto di Prosit! nel Roero. Il primo, sabato 5 settembre in collaborazione con la cantina Bric Cenciurio, l’altro sabato 3 ottobre con le cantine Le More Bianche e I Calici.

 

Previsto un unico turno di visita in lingua italiana, alle 19,00.

Le visite di Prosit! si svolgono nel rispetto di tutte le normative anti-contagio.

 

Prosit! è promosso da Barolo & Castles Foundation che, oltre a Magliano Alfieri, si occupa anche dei manieri di Barolo, Roddi e Serralunga.

 

 

In allegato il comunicato stampa

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Pavese Festival 2020

Scritto da Segreteria,

Da venerdì 4 a domenica 6 settembre a Santo Stefano Belbo si festeggia al XX edizione del Pavese Festival: tre giorni in compagnia di grandi ospiti del panorama culturale italiano, per celebrare il 70° anniversario della scomparsa dello scrittore nei luoghi che hanno ispirato le sue opere.

Filo conduttore della manifestazione, una delle frasi più belle di Cesare Pavese, tratta dal Mestiere di vivere: “L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante”. Ed è proprio questa continua ricerca e questo bisogno di vita che la Fondazione Cesare Pavese vuole ricordare in quest’anno così particolare.

Ad aprire la manifestazione, venerdì 4 settembre, il concerto di Davide “Boosta” Dileo: una passeggiata “lungo i sentieri meno battuti della musica contemporanea del ‘900 e le pietre miliari del suo repertorio pianistico”, ma anche un’occasione per presentare in anteprima i brani del nuovo album Boostology.

Sabato 5 settembre vedrà invece il ritorno di due grandi amici del Pavese Festival: Marcello Fois e Neri Marcorè. Lo scrittore sardo tornerà a Santo Stefano Belbo con Gavino Murgia per riprendere il percorso avviato nel 2016 con l’interpretazione di altri sette dei Dialoghi con Leucò. Neri Marcorè presenterà invece una propria lettura del romanzo La luna e i falò, nel 70° anniversario della pubblicazione.

Doppio appuntamento anche domenica 6 settembre: nel pomeriggio Omar Pedrini renderà omaggio a Cesare Pavese condividendo con il pubblico la propria passione per lo scrittore, tra parole e musica. In serata, sarà La luna e i falò, il nuovo spettacolo teatrale di Andrea Bosca con la regia di Paolo Briguglia, a chiudere il Pavese Festival 2020.

Il programma 

E’ obbligatoria la prenotazione per partecipare agli eventi, i posti sono limitati.

Per maggiori informazioni: Fondazione Cesare Pavese

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